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Istituto veneto di scienze, lettere ed arti

Palazzo Loredan, Campo S. Stefano, 2945 - 30124 Venezia
Tel. 041.2407711 Fax 041.5210598
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[w] www.istitutoveneto.it

Orario di apertura: nei giorni feriali, escluso il sabato, dalle ore 9.00 alle ore 12.45 e dalle ore 13.30 alle ore 17.00.


L'attività ordinaria dell'Istituto è scandita mensilmente dalle riunioni accademiche, nel corso delle quali i soci presentano le note per gli Atti e le nuove Memorie.
L’Istituto organizza convegni di studio, seminari e giornate di studio.
Tra le iniziative promosse regolarmente in questi ultimi anni si ricordano:
- gli incontri di studio Luigi Luzzatti per la storia dell'Italia contemporanea;
- i seminari di studio sulla traduzione letteraria, di storia della scienza e della tecnica, di storia dell'arte veneta, gli incontri sui temi di bioetica, i seminari sulla fisica dei neutrini e di astronomia
L'Istituto conserva, valorizza e incrementa le proprie raccolte librarie, fondi d'archivio, collezioni di studio e d'arte, avvalendosi sempre più delle possibilità offerte dall'informatica per l'archiviazione, la conservazione e la riproduzione dei documenti.
Il patrimonio librario è composto da oltre 300.000 volumi, tra i quali si segnala l'importante raccolta di periodici editi da Accademia, Università e centri di ricerca di tutto il mondo.


Patrimonio archivistico

Fondo istituzionale:
• Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Il fondo più consistente è quello prodotto dall'Istituto stesso, formato da 147 metri lineari di documentazione per un totale di 1.100 tra buste, pacchi e registri. Il fondo conserva i documenti prodotti dal 1840 ad oggi, e rappresenta una fonte di straordinaria rilevanza per la storia della cultura italiana dell'800 e del '900. Un primo, parziale indice è consultabile in appendice al volume di Giuseppe Gullino, L'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti: dalla rifondazione  alla seconda Guerra mondiale (1836-1946), Venezia 1996.

Fondi di persone:
• Luigi Luzzatti (1866-1927)
Assieme all'Archivio generale dell'Istituto è il fondo più importante conservato a Palazzo Loredan. Suddiviso in due sezione "Corrispondenti" (circa 4.000 fascicoli per oltre 38.000 lettere), e tematica (approssimativamente 200.000 carte), raccoglie la documentazione della vita politica, del lavoro legislativo e parlamentare, degli scambi epistolari di Luigi Luzzatti e dell'attività di ministri, banche, associazioni, enti pubblici, ecc. che da Luzzatti furono guidati o che a lui si riferirono. L'archivio è stato riordinato e inventariato da Francesca Sardi e Monica Del Rio ed è attualmente consultabile in rete.
Consulta l'inventario del fondo Luzzatti in Archivi del Novecento

• Massimiliano Aloisi
La famiglia Aloisi ha depositato presso l'Istituto, scritti, pubblicazioni, corrispondenza, documenti, ritagli a stampa, organizzati per argomento appartenuti al socio effettivo prof. Massimiliano Aloisi (1907-1999). Unitamente al materiale archivistico la famiglia ha depositato presso l'Istituto Veneto anche la biblioteca di Aloisi, la quale è statta catalogata in SBN ed è disponibile al pubblico. Alcune informazioni sul fondo archivistico sono reperibili nel contributo di Emilio Rosini, Massimo Aloisi, «Belfagor. Rassegna di varia umanità», LVIII (2003), n. 348, pp. 637-714.

• Carlo Anti - Luigi Polacco
Il prof. Luigi Polacco, allievo e successore del prof. Carlo Anti (1889-1961) nella cattedra di Archeologia dell'Università di Padova, ha consegnato alcuni anni fa all'Istituto numerosi appunti e manoscritti di Carlo Anti, soprattutto quelli relativi alle sue tesi di scavo e studio in Sicilia, a Siracusa in particolare. Il fondo è arricchito da numerosi opuscoli e tesi di laurea. Il materiale è stato parzialmente schedato. In progetto inventariazione dettagliata.

• Giusto Bellavitis
Nel 1991 e nel 2001 furono donati dalla famiglia Bellavitis le carte del matematico bassanese Giusto Bellavitis (1803-1890), professore di geometria descrittiva nell'Università di Padova, presidente dell'Istituto Veneto dal 1863 al 1865 e accademico dei Lincei. Le carte Bellavitis provengono da due donazioni differenti, da parte di Claudio Bellavitis di Milano e da parte di Paolo Bellavitis di Sacile. Il primo nucleo documentario è formato da epistolari, manoscritti di opere, alcuni testi ed estratti stampati, il secondo lascito consiste invece per la maggior parte in opuscoli o estratti di opere stampate che Bellavitis riceveva soprattutto da matematici ma anche da cultori delle altre scienze, sia italiani che stranieri. Probabilmente gli pervenivano data la sua attività di recensore sulla sua rivista «Rivista di giornali». Sono inoltre presenti molti volumi manoscritti di grosso formato, si tratta di repertori dove riassumeva pubblicazioni e dava giudizi personali sul contenuto di opere altrui. Fanno parte di questo secondo lascito anche alcune lettere. Il fondo riveste interesse soprattutto per la storia delle matematiche, rispecchiando gli argomenti e il grande dibattito che portò agli sviluppi della disciplina particolarmente negli anni '30 e '40 dell'800.

• Josef Brandmüller
Josef Brandmüller, professore di Fisica nell'università di Monaco, dispose che alla sua scomparsa fossero lasciati all'Istituto Veneto una raccolta delle sue pubblicazioni e diversa documentazione, non ancora inventariata, relativa al lavoro condotto in cinquant'anni di attività relativamente ai temi della simmetria, della spettroscopia e dell'utilizzo del laser, di cui fu uno dei principali pionieri.

• Augusto Ghetti
Il prof. Ghetti, uno tra i principali esperti in materia lagunare e promotore di molte ricerche e studi sul regime idraulico del Veneto, ha lasciato all'Istituto la documentazione completa degli atti del processo celebrato all'Aquila dopo la tragedia del Vajont. Nel fondo si conservano decine di perizie, memorie, dichiarazioni che consentono di ricostruire nei dettagli le varie fasi della costruzione della diga e le successive vicende, fino al terribile disastro.

• Vittorio e Lino Lazzarini
Il prof. Lino Lazzarini, scomparso a Padova nel 2005, ha disposto per volontà testamentaria, che le carte e i volumi appartenuti al padre, prof. Vittorio Lazzarini, fossero depositate presso l'Istituto. Vittorio Lazzarini (1866-1957), professore di paleografia e diplomatica nell'Università di Padova, fu vicepresidente dell'Istituto Veneto dal 1934 al 1945; la biblioteca, non catalogata, contiene soprattutto volumi di storia veneziana, mentre le carte, anch'esse al momento non inventariate, si riferiscono a corrispondenza con figure di rilievo del panorama culturale come Pompeo Molmenti, Luigi Messedaglia, ecc.

• Roberto Marin
L'archivio riflette il ruolo e gli ambiti di attività dell'ingegner Roberto Marin che fu uno dei principali protagonisti, soprattutto tra il 1920 e il 1940, della realizzazione di un grandioso piano di sviluppo degli impianti di produzione, trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica. A Roberto Marin, che fu tra l'altro direttore generale della SADE (Società Adriatica di Elettricità), spetta il merito di esser stato determinante promotore del collegamento in parallelo delle linee di tutte le Società Elettriche Italiane e dell'Interconnessione Generale delle reti europee. L'archivio, al momento non inventariato, è costituito da registri e buste per un totale di due metri lineari.

• Pietro Saccardo
L'ingegner Pietro Saccardo (1830-1903) fu una personalità di primo piano nella vita culturale di Venezia e che per vari anni rivesti il ruolo di proto (responsabile della conservazione e dei restauri) della basilica di San Marco, nonché progettista e direttore dei restauri di numerosi altri monumenti veneziani e veneti. L'archivio conserva quindi una documentazione preziosa per la storia del restauro, per la storia dell'arte e della tecnica. Nel corso del 2003 le carte sono state riordinate e inventariate a cura di Silvia Miscellaneo e Giovanna de Angelini Venturini.