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Asse del male: così nel 2002 George W. Bush definì i regimi accusati di sponsorizzare il terrore e minacciare l'America e i suoi alleati con armi di distruzione di massa. Fondendo assieme il ricordo dell'Asse sconfitto da Roosevelt durante la Seconda guerra mondiale e dell' “Impero del male” sovietico imploso al termine della Guerra fredda quando era presidente Reagan, la Casa Bianca affrontava la sfida di una Quarta guerra mondiale avendo di fronte non un nemico definito, bensì una pluralità di soggetti sfuggenti, in parte collegati tra loro e in parte no. George W. Bush incluse nell'Asse del male Iraq, Iran e Corea del Nord; il sottosegretario di Stato John R. Bolton aggiunse Libia, Siria e Cuba; il segretario di Stato Condoleezza Rice incluse poi nella lista di "avamposti della tirannia" anche Bielorussia, Zimbabwe e Myanmar. Ma è evidente che ormai erano della partita anche vari attori non statuali, da Al Qaida a Hezbollah. I nomi del male di Maurizio Stefanini (Boroli Editore 2007) passa in rassegna i leader di questi regimi e movimenti: dall'emiro fantasma Mullah Omar allo sceicco dei kamikaze Sayed Hassan Nasrallah; dall'ultimo dittatore europeo, Aleksandr Lukashenko, all'ultimo dittatore africano, Robert Mugabe, ai leader di Hamas e del regime del Sudan. Con l’Autore, giornalista de Il Foglio, ne discuteranno Luciano Gianfilippi, giornalista de Il Messaggero e analista politico, Vittorfranco Pisano, esperto di antiterrorismo e docente universitario, e Valerio Zanone, senatore della Repubblica alla presentazione del libro.
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