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Giuseppe Garibaldi fra storia e mito
Una proposta dell’Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza
Casa della memoria e della storia ore 17
via S. Francesco di Sales, 5

A partire dai volumi di Eva Cecchinato, Le camicie di Garibaldi, Laterza, e Mario Isnenghi, Garibaldi fu ferito, Donzelli, Fulvio Conti e Bruno Tobia, durante l’incontro presieduto da Giuseppe Monsagrati promosso in occasione dell’iniziativa “Ottobre piovono i libri”, tracceranno un profilo biografico in bilico tra storia e mito.

Il volume edito da Laterza ricostruisce la parabola delle camicie rosse, dalla nascita del Regno d’Italia fino al 1915, con particolare attenzione alle fasi cruciali del primo decennio postunitario accompagnate da fratture e conflitti a volte feroci; ma mette in luce anche un carattere che al garibaldinismo era intrinsecamente legato: l’internazionalismo. A questa dimensione sovranazionale si collega la vicenda dei volontari del 1914 in Francia, che anticipa la scelta di campo dell’Italia nella Grande Guerra. Nel racconto appassionante di Eva Cecchinato, itinerari individuali e collettivi contribuiscono a dare un volto a un simbolo vivo e al tempo stesso ingombrante.

L'intento di Isnenghi è invece quello di ricostruire le tante forme del mito di Garibaldi, imponente per diffusione e durata, rivisitandone l'oleografia non meno delle dinamiche conflittuali. La condanna a morte del 1834 non austriaca ma piemontese, per esempio, e quella sorta di fucilazione differita che fu la ferita nello scontro sull'Aspromonte solo un anno dopo l'Unità: due elementi che restituiscono veridicità e nerbo alla favola delle origini. Nelle istituzioni del nuovo ordine monarchico il capitano del popolo è infatti un movimentista che morde il freno e fatica a rientrare nei ranghi. L'uomo e il simbolo stanno stretti nell'immagine rassicurante del rivoluzionario disciplinato, cucitagli addosso dai trasformisti neo-monarchici, ex mazziniani e garibaldini che costituiscono buona parte della classe dirigente dell'Italia liberale. Secondo l'autore, il mito di Garibaldi può risorgere ogni volta in forme diverse: nell'Ottocento proto-socialista e nel Novecento interventista della Grande guerra; nell'impresa di Fiume e nella guerra di Spagna; nella Resistenza dei partigiani garibaldini vicini al Partito Comunista e nei simboli elettorali del Fronte Popolare - social-comunista - nelle cruciali elezioni politiche del 1948.

Per informazioni:
Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza
telefono e fax 06 6861317
[@] irsifar@libero.it