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Fotografia dall’Europa dell’Est: l’obiettivo su storia, memoria e identità
Una collettiva riunisce 150 opere tra foto, film e videoinstallazioni realizzate da una trentina di artisti, affermati ed emergenti, provenienti da 18 paesi, dalla Slovenia alla Russia

Fino al 14 marzo 2010 a Modena
Ex ospedale Sant’Agostino
Via Emilia Centro 228

I temi portanti della rassegna – Storia, Memoria, Identità – sono le questioni ancora aperte nei numerosi paesi europei che negli ultimi vent’anni, dopo la caduta del muro di Berlino, il 9 novembre 1989, hanno visto radicalmente mutare il proprio presente e iniziato a guardare il passato con occhi diversi.

Ventinove artisti di diciotto paesi costituiscono una significativa rappresentanza della scena artistica contemporanea dell’Europa dell’Est.
Fra loro ci sono nomi già affermati a livello internazionale, come Bajevic, Irwin, Koller, Ondak, Paci, Stilinovic, Tomic, Zmijewski, insieme a giovani che si sono già fatti conoscere nel circuito espositivo, come Atay, Cennetoglu, Fogarasi, e a talenti emergenti come Croitoru, Didziapetris, Mona-Chisa & Tkacova. Molti, invece, espongono in Italia per la prima volta.

Tra le opere esposte la famosa e provocatoria serie di fotografie realizzate nel 1996 dall’artista polacco Zbigniew Libera, che ha realizzato un campo di concentramento in miniatura con i mattoncini Lego (nella foto) proponendo una riflessione non solo sugli orrori della storia ma anche sull’educazione delle nuove generazioni. Milica Tomic, con la video installazione XY Ungelöst,  ricostruisce un omicidio etnico avvenuto nel 1989, sottolineando l’importanza della responsabilità collettiva, mentre il video di Renata Poljak fa dell’abusivismo edilizio croato una metafora della dilagante mentalità arrogante e violenta. Alexandra Croitoru, con l’eroina pop protagonista della serie Rom, ridicolizza il nazionalismo rumeno e il razzismo internazionale. Artur Zmijewski documenta nel video Reconstruction un esperimento di detenzione. Diversi autori, come Mladen Stilinovic (Sales of dictatorship e Artist at work), partono dal passato per rivolgere l’attenzione all’attualità utilizzando l’ironia come chiave per demistificare ideologie passate e presenti. Adrian Paci, con la fotografia Centro di permanenza temporanea, apre una finestra su una controversa realtà riguardante il nostro Paese.

Con questa mostra viene presentato al pubblico il secondo nucleo di acquisizioni della Collezione Internazionale di Fotografia Contemporanea, film e video d’artista della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, curata da Filippo Maggia. La rassegna si pone in continuità con “Asian Dub Photography”, l’evento espositivo dedicato all’arte dell’Estremo Oriente presentato lo scorso inverno.

La collettiva è una iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
www.fondazione-crmo.it