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Storia della Guerra Fredda. L'ultimo conflitto per l'Europa (Einaudi, 2009)
Simona Colarizi, Andrea Romano e Silvio Pons presentano il volume di Federico Romero. Sarà presente l'autore.

Mercoledì 21 ottobre a Roma
Istituto della Enciclopedia Italiana
Sala Igea - ore 17
Piazza della Enciclopedia Italiana, 4 

Una iniziativa promossa dalla Fondazione Istituto Gramsci.

Nessuno voleva una guerra fredda, nessuno l'aveva pianificata e nessuno dei protagonisti l'aveva davvero prevista, per lo meno nelle forme rigide che poi assunse. Ciò che si andava delineando nei mesi conclusivi della Seconda guerra mondiale era un'inedita geografia di potenza in cui Stati Uniti e Unione Sovietica primeggiavano.

Gli assunti ideologici e i paradigmi culturali dei protagonisti ebbero un ruolo determinante: additavano la direzione in cui ciascuno intendeva procedere ed erano le lenti attraverso cui si giudicavano le mosse altrui, si tentava di indovinare le possibili concatenazioni di eventi futuri, si soppesavano i pericoli evidenti o potenziali.

L'URSS di Stalin non poteva concepire la coesistenza internazionale se non in chiave intrinsecamente conflittuale, il governo degli Stati Uniti, insieme a larga parte delle élite europee, si convinse che una ferma contrapposizione ai sovietici fosse la via più efficace e meno pericolosa per promuovere interessi, ideali e identità di una coalizione occidentale che prese a definirsi come "mondo libero". Fu allora che la guerra fredda prese forma.