L’istituto Sturzo pubblica gli inventari degli archivi dei Comitati regionali, provinciali e comunali della Dc
Nel fondo Democrazia cristiana - Comitati regionali, provinciali e comunali sono raccolti gli archivi di una parte dei comitati locali della Dc, recuperati dall'Istituto Sturzo a partire dal 2001, con la finalità di completare e integrare la raccolta di fonti per la storia del partito e dell'azione politica dei cattolici, dal primo dopoguerra ai primi anni Novanta del Novecento.
Le carte prodotte da questi uffici, la cui struttura organizzativa, se pur in maniera diversificata e non omogenea, rispecchiava quella centrale del partito, documentano l'azione politica e amministrativa del partito a livello locale e offrono una quantità di informazioni (dirette e indirette) sull'operato concreto della Dc e sulle vicende istituzionali e politiche di uno specifico territorio.
La documentazione conservata nei diversi fondi copre tutto il periodo di attività del partito della Democrazia cristiana, dalla sua fondazione nel 1943 al suo scioglimento ufficiale (nel gennaio 1994), e permette di ricostruire le vicende dei comitati locali relative all’attività di organizzazione, tesseramento e propaganda, di collegamento con le istituzioni locali e con gli organi nazionali del partito e relative alle campagne elettorali e ai congressi provinciali, regionali in vista di quelli nazionali della Dc.
Sono stati individuati, acquisiti e riordinati dall'Istituto Sturzo i seguenti archivi di Comitati Provinciali e Comunali: Arezzo (1944-1994), Bari (1956-1994), Benevento (1950-1994), Bologna (1944-1994), Bolzano (1948-1994), Forlì (1946-1994), Lecce (1945-1994), Pordenone (1960-19994), Terni (1944-1994), Trento (1945-1994), Trieste (1950-1994), Udine (1946-1994).
A questi si aggiungono gli archivi dei Comitati regionali dell'Emilia Romagna (1944-1993), del Trentino Alto Adige (1945-1993), del Friuli Venezia Giulia (1948-1994).
I vari fondi archivistici sono depositati presso l'archivio o l'istituzione locale individuata di volta in volta come la più idonea a garantire la conservazione, l'ordinamento e la possibilità di una consultazione che non estrapoli gli archivi dal loro contesto.
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