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La Fondazione Isec pubblica l'inventario del Fondo Arialdo Banfi


Arialdo Banfi (1913-1997) avvocato, antifascista, fu tra i dirigenti del movimento Giustizia e libertà e del Partito d'Azione.
Dopo l'armistizio si dedicò all'organizzazione della Resistenza in Val Pellice (Torino), arrestato nel maggio del 1944, fu trasferito a Milano nel carcere di San Vittore, da cui riuscì a evadere con l'aiuto di Sergio Kusmann che lo tenne nascosto fino a quando ottenne nuovi documenti; in provincia di Alessandria comandò le formazioni Giustizia e libertà con il nome di battaglia di Ambrogio.
Arrestato nuovamente a Biella nel novembre 1944, riuscì ancora una volta a fuggire e, durante l'insurrezione, fu uno dei comandanti delle formazioni Gl a Torino. 
Segretario del PdA a Milano subito dopo la guerra, nel 1945 assunse la segreteria organizzativa nazionale del partito. Entrato nel Psi nel 1947, fu eletto senatore nel 1958, nel 1963 e nel 1968. Fece parte del primo governo Moro come sottosegretario agli Affari esteri. Membro dell'Esecutivo e del Direttivo della Federazione socialista di Milano e componente del Comitato direttivo del Gruppo parlamentare, ha ricoperto anche l'incarico di vicepresidente dell'Anpi nazionale e di presidente della Fédération internationale des résistants (Fir).
Il Fondo Arialdo Banfi (1901-1997; fascicoli 87) conserva documentazione relativa in particolare alla militanza di A. Banfi nel PdA e nelle formazioni Gl in Piemonte e Lombardia; alla sua attività negli anni successivi alla Liberazione in diversi organismi (Anpi, Fir, Comitato permanente antifascista di Milano, ecc.); all'impegno politico nel Psi (attività parlamentare, Psi milanese) e nel Movimento federalista europeo di cui fu fondatore e rappresentante per tutta la vita.