Il punto dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche. Una riflessione “a voce alta” intorno a due attività: la giornata di studio sugli archivi di persona e l’assemblea del “concorso” Luoghi di valore
Vale la pena tornare a ragionare su due attività promosse dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, una dedicata al patrimonio di libri e di carte e l’altra al patrimonio di luoghi. Singolare vicinanza di temi, di ragioni di fondo, di ispirazione in due campi che stanno agli estremi opposti dell’immenso catalogo dei beni culturali.
La giornata di studio sugli archivi di persona (26 ottobre 2007). Da quando è nata, la Fondazione Benetton Studi Ricerche ha assunto il patrimonio di libri e di carte personali come uno dei grandi temi della salvaguardia e della valorizzazione della memoria storica dell’età contemporanea. Così, finalmente, a vent’anni dall’inizio, e sulla base di varie esperienze dirette compiute, ha promosso su questo tema un incontro di istituzioni pubbliche, dagli organi dello Stato agli Enti Locali, di enti religiosi, e di entità culturali private.
Dall’arco intero delle relazioni, che hanno illustrato casi storici assai significativi, è emerso il quadro di un patrimonio sterminato esposto alle insidie del tempo e ai cambiamenti della mentalità; un patrimonio che richiede attenzioni speciali per qualità e quantità di spazi e di infrastrutture e per professionalità di trattamento; un patrimonio che in condizioni di adeguato riordino diviene fonte di imprevedibile fertilità per la ricerca storica.
Alcune raccomandazioni sono state accolte all’unanimità dal “pubblico” e dal “privato”: per un primo rapido inventario dei fondi in ambito locale; per la costruzione di reti informative anche in campo archivistico; per una elaborazione di progetti di riuso di manufatti di adeguate dimensioni e caratteristiche (caserme, siti di archeologia industriale e simili); per una adeguata formazione di operatori “specializzati” in questo campo. La Fondazione è impegnata a collaborare alla formazione di un gruppo di lavoro con la Soprintendenza Archivistica del Veneto, con l’Archivio di Stato di Treviso, con la Regione e la Provincia di Treviso e con le altre istituzioni locali pertinenti per dar seguito all’iniziativa, che resta tra le priorità del lavoro scientifico e culturale del nostro tempo.
L’assemblea del “concorso” Luoghi di valore si è svolta con l’accordo unanime di evitare ogni carattere competitivo e di dare alla parola “concorso” il significato di convergenza e collaborazione. Appunto correre insieme. L’iniziativa si è trasformata così in esplorazione collettiva di luoghi, di questioni, di proposte. È cessata la tensione meritocratica e si è innestata la marcia di un dialogo con la società civile che vive nel territorio della provincia di Treviso. È venuto fuori il gusto della positiva provocazione, con domande alle quali si risponde con altre domande, in un campo di indagine nel quale si è entrati tutti insieme e si sta lavorando insieme intorno all’universale interrogativo del rapporto tra la persona e il luogo, tra la comunità e il luogo.
La decisione della Fondazione è infatti di continuare nel prossimo biennio per cercare insieme di rispondere alla (buona) domanda «perché un luogo ci appare di valore?». In questi la risposta è stata: «perché ci pare denso di patrimoni di natura, di segni della memoria storica, di tensioni alla modificazione, di invenzioni». La mostra, che chiuderà il 3 febbraio 2008, ha avuto, senza contare le scolaresche, oltre 1.000 visitatori nelle prime quattro settimane di apertura. In occasione delle giornate europee di studio previste per i giorni 1-2 febbraio 2008 dedicate al tema “Villaggi. Forma, vita, misure” saranno citati esempi di villaggi tratti dai materiali delle segnalazioni. Intanto il bando Luoghi di valore 2008 è già pubblicato.
Per approfondimenti:
[t] 0422.5121
[@] fbsr@fbsr.it
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